In attesa di novità sulla riforma delle pensioni, dalla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, Orietta Armiliato ha fatto il punto al termine di una settimana che si è aperta proprio con lo slittamento dell’incontro tra Governo e sindacati sui decreti attuativi dell’Ape ancora non emanati. Nei giorni scorsi è arrivata anche il messaggio dell’Inps relativo all’accesso a Opzione donna, che ha sancito la possibilità, per le nate nell’ultimo trimestre del 1957 e del 1958, di poter accedere al regime sperimentale di pensionamento anticipato che verrà ora messo in soffitta.

Tuttavia c’è chi non demorde e spera in una proroga, tanto da aver indetto una manifestazione per la prossima settimana davanti a Montecitorio. Resta il fatto che per accedere a Opzione donna, così come all’ottava salvaguardia degli esodati, non è possibile utilizzare il cumulo contributivo gratuito.

“Carissime – esordisce la Armiliato – è trascorsa un’altra settimana caratterizzata da eventi che ci hanno sorpreso sgradevolmente, vedi lo slittamento del tavolo fra Governo e Sindacati e gradevolmente per quanto alla pubblicazione del messaggio n.1182 da parte dell’Inps che sancisce i termini operativi per poter accedere ad Opzione donna a favore delle donne che ancora erano rimaste escluse dalla possibilità di presentare la propria domanda di pensione.Con questo ultimo passaggio cala il sipario sulla sperimentazione ma, dietro alle quinte e nei camerini, c’e ancora parecchio fermento, tant’è che è prevista per il prossimo 23 Marzo a Roma una manifestazione congiunta fra esodati esclusi dall’ultima salvaguardia e donne che vorrebbero fosse prorogato almeno fino al 2018, l’istituto dell’Opzione Donna”.

“Per quanto invece al CUMULO GRATUITO dei contributi versati in diverse casse che oggi non hanno reciprocità per l’accesso ad Opzione Donna, abbiamo avuto ulteriori rassicurazioni da parte di alcuni componenti della Commissione Lavoro e di altri rappresentanti della politica con i quali siamo costantemente in contatto (e vi assicuro che anche senza …selfie…ci si confronta, si parla, si discute) che il problema non è dimenticato ne archiviato, anzi, è ben presente e continua a persistere l’intendimento di voler dirimere la questione.Qualcuna di voi mi ha fatto presente che lavoriamo troppo poco con lo strumento Twitter che fui, fra l’altro, la prima ad utilizzare inventandomi il Twitter Pressing già un paio di anni fa. È vero, come Comitato lanciamo un Tweet mirato ogni dieci/quindici giorni ma questo non per mancanza di volontà o per poca inventiva, ma solo per scelta strategica poiché riteniamo che questo strumento sia inutile in quanto abusato da altri Gruppi e dunque, oramai e purtroppo, è diventato assolutamente inefficace. Abbiamo avuto conferma, fra l’altro, da alcuni destinatari istituzionali e per questo tempestati del fatto che gli stessi hanno inserito il filtro di flusso e quindi risulta perfettamente inutile inviare loro tweet che riportano determinate parole e/o hashtag, perché questi vengono archiviati in una zona d’ombra senza arrivare alla “meta” ovvero: esiste una funzione Twitter dove si può filtrare il flusso nascondendo i tweets che citano un certo argomento e che quindi non compariranno mai sul proprio account. Quindi noi continueremo ad inviarne pochi ma mirati, in modo che nessun destinatario istituzionale, decida di inserire un filtro affinché questi vengano esclusi”.

Per quel che riguarda la fase due di riforma delle pensioni, la Armiliato fa il punto sui temi in programma e quelle che sono le aspettative dei lavoratori:

“Per quanto riguarda altri argomenti inerenti alla cosiddetta Fase2, ovvero i lavori portati avanti dal tavolo permanente di Governo e Sindacati, sappiamo che i temi previdenziali incominceranno ad essere discussi al tavolo che è convocato per il prossimo 23 Marzo e, per chi ancora non avesse chiari i temi di quanto al verbale di accordo siglato lo scorso 28 Settembre che è l’oggetto di questi incontri, ne ricordo i principali contenuti: pensione contributiva di garanzia e adeguatezza delle pensioni di importo medio – basso; sviluppo della previdenza complementare; considerazione del lavoro di cura ai fini previdenziali; maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione; valutazione di ulteriori misure previdenziali per i lavori faticosi. Concludo augurando a Tutti un sereno fine settimana”.

Opzione donna, ok per le lavoratrici nate entro il 1958

La legge di Bilancio 2017 include un intervento sul progetto sperimentale Opzione donna. Tale regime  consente alle lavoratrici con almeno 35 anni di versamenti contributivi e un’età anagrafica pari o superiore a 57 anni (se dipendente) o 58 (se autonoma), di andare in pensione anticipatamente, optando per il calcolo contributivo dell’assegno mensile. Con il messaggio n. 1182 del 15 marzo 2017, l’Inps ha recepito l’estensione del diritto al pensionamento anticipato in tale regime alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 il requisito anagrafico per effetto degli incrementi della speranza di vita. Questa modifica è stata finanziata con 18,3 milioni di euro per quest’anno, mentre con 47,2 milioni di euro per il 2018, 87,5 milioni di euro per il 2019, 68,6 milioni di euro per il 2020 e 34,1 milioni di euro per il 2021.

L’Inps ha precisato che per quanto riguarda la decorrenza resta il regime delle cosiddette finestre mobili,  vale a dire 12 mesi di attesa per le dipendenti e 18 per le autonome, prima di incassare l’assegno. Resta altrettanto fermo, l’adeguamento dell’età anagrafica in relazione agli incrementi della speranza di vita, che per il 2016 è pari a 7 mesi. Nel messaggio si precisa anche che le lavoratrici interessate possono presentare domanda di pensione di anzianità in qualsiasi momento, anche successivamente all’apertura della cosiddetta finestra mobile, fermo restando il regime delle decorrenze previsto nelle diverse Gestioni previdenziali, nonché l’obbligo di cessazione del rapporto di lavoro dipendente per il conseguimento del trattamento pensionistico.

Il Governo non ha accettato la possibilità di un prolungamento oltre il 31 dicembre 2015, proroga che avrebbe compreso anche le lavoratrici nate dopo il 1958. Di conseguenza, restano escluse quelle che hanno raggiunto il requisito anagrafico o contributivo dopo il 31 dicembre 2015, a meno che non ci sia un intervento legislativo ulteriore.

Fonte: ilsussidiarioknewscontattonews

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

Riforma Pensioni Novità: Opzione Donna e Fase 2
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