La cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni e la possibilità di andare in pensione dopo il versamento di 41 anni di contributi solo per alcune categorie di precoci sono le due misure, riguardanti chi ha cominciato a lavorare in giovanissima età e si trova con una lunga carriera contributiva, che il Governo ha inserito nel pacchetto previdenza nella legge di Stabilità. Le misure approvate, ossia la quota 41 ristretta ad una platea decisamente inferiore rispetto agli 80.000 precoci in stand-by, accontenterà circa, stando alle stime del Governo 25.000 lavoratori precoci che potranno uscire con la quota 41, e per gli altri invece? Cosa cambierà?

Riforma Pensioni Novità: Cgil: Insufficiente la quota 41 per i precoci

“L’unificazione della no tax area, l’aumento e l’estensione della platea delle quattordicesime, legate alla storia contributiva. È questo – aggiungono dalla Cgil – un risultato necessario, dopo anni di non rivalutazione delle pensioni che deve trovare il suo completamento in un sistema stabile di rivalutazione. Così come sono positive le soluzioni individuate sulle ricongiunzioni contributive, l’eliminazione strutturale delle penalizzazioni sulle pensioni di anzianità, il cambiamento della legge sui lavori usuranti per renderla fruibile, insieme alla cancellazione della finestra mobile e dell’attesa di vita”.

Se aver introdotto 41 anni di contributi come riferimento per l’anzianità è “senz’altro positivo”, al contrario il capitolo sui lavoratori precoci “è certamente lontano dall’obiettivo che ci eravamo proposti, e soprattutto distante dalle aspettative suscitate. Infatti pur avendo determinato un’area di lavori gravosi ampia, ancora tanta strada serve fare per affermare che i 41 anni sono sufficienti per il riconoscimento della pensione anticipata”. Poi il passaggio sull’Ape, l’Anticipo pensionistico. “Il riferimento legato all’Ape sociale, (come più volte detto un ‘super-ammortizzatore’ per affrontare alcune emergenze), è stato però reso molto labile dall’introduzione dei due vincoli (36 anni di contributi e 6 anni di consecutività), che diminuiscono di molto, a nostro avviso, la platea potenziale. Nel dibattito parlamentare chiederemo di ridurne i vincoli”.

L’Ape generale “pur introdotta in via sperimentale e su cui ribadiamo la nostra contrarietà, invece continua ad avere le caratteristiche di uno strumento finanziario che scarica sui pensionandi le sbagliate rigidità del sistema”. Sulla fase 2, inoltre, “riaffermiamo che i titoli sono utili e necessari per ricostruire una prospettiva previdenziale per i giovani e i lavoratori discontinui a partire dalla pensione di garanzia”. Un intervento sulla previdenza che non affronti il futuro rischia di rendere instabile il sistema. In coerenza con la piattaforma unitaria di Cgil, Cisl, Uil e l’obiettivo di modificare la Legge Fornero, infine, la Cgil “impegna tutte le sue strutture ad una campagna di assemblee che oltre ad informare sul verbale di sintesi, articoli il giudizio e costruisca le condizioni di prosecuzione della vertenza anche in relazione alla flessibilità in uscita”.

Secondo il segretario della Cgil, Susanna Camusso sul ricambio generazionale nelle imprese occorre trovare un punto di equilibrio dando una prospettiva previdenziale per i giovani e consentendo di uscire a chi ha superato i 62 anni di età eliminando il controverso meccanismo dell’adeguamento alla speranza di vita. “II primo problema  – ha continuato – è che bisognerebbe avere politiche che creino lavoro per i giovani, che ne stabilizzino il lavoro e che garantiscano salari e condizioni dignitose. Perché la previdenza è sempre lo specchio del mercato del lavoro. Poi c’è il tema dell’ordinamento previdenziale che si è costruito nel nostro paese. E’ un ordinamento fatto in nome dei giovani, e che in realtà, con un sistema contributivo puro porterà i giovani in pensione oltre 70 anni, con tassi di sostituzione assolutamente bassi. Così sarà impossibile avere una società coesa”.

Riforma Pensioni Novità: Cosa chiedono i lavoratori Precoci

I lavoratori precoci organizzati che hanno portato avanti la vertenza per la Quota 41 però non apprezzano questa mossa del Governo. Il 12 novembre sarà manifestazione nelle piazze italiane da Torino a Palermo dove si svolgerà un corteo da Piazza Politeama a Via Cavour sede della Prefettura davanti alla quale si terrà un presidio di protesta. I lavoratori precoci vogliono la possibilità che 41 anni di contributi versati ci sia la soglia per andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica.

Fonte: UrbanPostSoldiOnlinePensioniOggiAffaritaliani

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

Riforma Pensioni Novità: Legge di Stabilità, Precoci e Quota 41, tutta (l’amara) verità (ultime notizie live e news)
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