Ape social, è stato firmato il primo degli attesi decreti attuativi della riforma pensioni 2017. Non ci sono novità invece per quanto riguarda Quota 41 e Ape volontaria che non sono state oggetto di alcuna comunicazione da parte dell’esecutivo.

Sembrano confermate nella sostanza le novità annunciate per la riforma pensioni in tema di Ape social. Dopo la firma del relativo decreto attuativo si avvicina quindi la data di avvio della pensione anticipata agevolata che dovrebbe prendere il via il 1° maggio 2017.

Le prossime tappe del decreto del Presidente del Consiglio passano per l’approvazione del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Il verdetto dovrà essere dato nel brevissimo periodo se non si vuole rischiare di rinviare l’entrata in vigore dell’Ape social oltre il 1° maggio.

Dalle ultime notizie risultano confermate le dichiarazioni degli scorsi giorni sulla pensione anticipata agevolata.

Riforma Pensioni Novità, APe Social: le regole generali

APE Social è un reddito ponte che ha lo scopo di accompagnare i lavoratori dipendenti o autonomi che si trovano in situazione di difficoltà economica sino al raggiungimento della pensione.

A livello generale (scenderemo nei particolari successivamente) sono state fissate tre regole principali:

  • Regola “anagrafica”: potranno accedere all’Anticipo coloro che hanno compiuto 63 anni di età e ai quali mancano fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi per il raggiungimento della pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio.
  • Regola “contributiva”: i lavoratori in possesso del requisito anagrafico dovranno aver versato un minimo di 30 anni di contributi se invalidi, disoccupati o con parenti di 1°grado con disabilità grave cui prestano assistenza oppure un minimo di 36 anni di contributi se si tratta di lavoratori addetti a mansioni considerate gravose.
  • Regola “gestionale”: i suddetti lavoratori dovranno essere iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti o presso le gestioni ad essa sostitutive o esclusive. Valide anche le gestioni speciali dei lavoratori autonomi e la gestione separata dell’Inps.

Riforma Pensioni Novità, APe Social: le categorie tutelate

Come già detto più volte e come stabilito dal decreto attuativo l’Ape social può essere richiesto, e quindi erogato, a determinate categorie di lavoratori. Chi ha diritto di chiedere e fare domanda per l’APE social, quindi? E’ presto detto, in pensione anticipata a 63 anni di età (devono essere compiuti entro il 31 dicembre 2017) possono andare:

  • I disoccupati licenziati che non percepiscono indennità o altri tipi di ammortizzatori sociali da almeno tre mesi e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • I lavoratori dipendenti o autonomi con una invalidità di almeno il 74% e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • I lavoratori dipendenti o autonomi che assistono un disabile convivente (coniuge o di primo grado) a carico da almeno sei mesi, e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • Sono invece necessari 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori faticosi e pesanti, cioè per coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:
  1. operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  2. conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
  3. conciatori di pelli e di pellicce;
  4. conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  5. conduttori di mezzi pesanti e camion;
  6. professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  7. addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  8. professori di scuola pre-primaria;
  9. facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  10. personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  11. operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

L’APE è compatibile solo con attività lavorativa subordinata o parasubordinata dalla quale derivi un reddito annuo di massimo 8mila euro e con attività lavorativa autonoma dalla quale derivi un reddito annuo di massimo di 4.800 euro.

Saranno invece respinte le domande di coloro che percepiscono già strumenti a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare non possono fare domanda chi già percepisce:

  • Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);
  • Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);
  • Indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

Riforma Pensioni Novità, APe Social: tasse

L’APE social non sarà tassata come la normale pensione, ma come reddito da lavoro dipendente. Il che implica che l’importo netto dell’assegno sarà più alto rispetto a quello previsto per il reddito derivanti da pensione equivalente dato che le detrazioni fiscali riconosciute sul lavoro dipendente sono più elevate rispetto a quelle previste per i pensionati.

Ma attenzione, perché quando si parla di “convenienza” c’è un altro aspetto da non sottovalutare: L’Ape sociale è corrisposta, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13, in quanto non è un trattamento pensionistico vero e proprio, ma un anticipo pensionistico corrisposto sotto forma di indennità e la tredicesima non spetta. Si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

Riforma Pensioni Novità, APe Social: importo

L’ammontare dell’APE social è stato fissato in una misura pari alla pensione certificata al momento della richiesta, in ogni caso sino a massimo 1.500 euro lordi.

Questo significa che il lavoratore ha una pensione lorda che non supera tale tetto, quando raggiungerà la pensione vera e propria non dovrà restituire nulla, perché l’anticipo (quota capitale, interessi e assicurazione) è a carico dello Stato fino a tale soglia.

Se invece la pensione maturata supera i 1.500 euro il lavoratore può prendere diverse strade:

  • richiedere un importo di pensione anticipata inferiore a quella maturata, così da non avere alcuna trattenuta sulla pensione finale;
  • richiedere l’anticipo pieno e poi restituire la parte eccedente, in rate ventennali, trattenute dall’assegno pensionistico, applicando la stessa penalizzazione prevista per le altre forme di APe.

Ovviamente anche il lavoratore che ha un importo di pensione lorda inferiore ai 1.500 euro potrebbe decidere di anticipare un importo più basso, anche se probabilmente non vi sono ragioni per farlo, dato che al conseguimento della pensione vera e propria non dovrà restituire nulla.

Importo dell’assegno: sarà determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione:

  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 2011, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede oltre 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • calcolo retributivo (basato cioè sulla media delle ultime retribuzioni) sino al 1995, poi contributivo (basato sui contributi accantonati), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: in questo caso parliamo di calcolo misto;
  • calcolo esclusivamente contributivo per chi non possiede contributi versati prima del 1996.

Riforma Pensioni Novità, APe Social: come e quando fare domanda

La domanda, per quest’anno, andrà presentata tra il 1° maggio e il 30 giugno 2017 rivolgendosi direttamente all’Inps e i pagamenti scatteranno tra settembre e dicembre. Per il 2018, invece, vi si dovrà provvedere tra il 1° gennaio e il 30 marzo, mentre i pagamenti partiranno da giugno.

Fonte: informazionefiscaleibtimesnanopressstudiocataldiintelligonewsleonardo

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

Riforma Pensioni Novità, APe Social: la GUIDA DEFINITIVA in 5 punti
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