La questione della riforma delle pensioni inserita nell’ultima legge di Stabilità sembra essere tutt’altro che chiusa. Secondo alcune indiscrezioni che stanno rimbalzando in queste ore sul web ma non solo, il motivo del ritardo dei decreti attuativi risiede nel fatto che si sta cercando di fare in modo che la platea di possibili beneficiari del dispositivo che consente l’ingresso in anticipo da parte del lavoratore nel sistema pensionistico (Ape) possa essere ridotta.

Tra le novità al vaglio del Governo ci sarebbe l’intenzione di fare in modo che la versione Social dell’Ape: secondo quanto riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera vi potrebbero aver accesso con un costo praticamente nullo soltanto disoccupati e disabili.

Difatti, il fattore più importante, con ogni probabilità sarà la disoccupazione, poiché il pensionamento anticipato offrirebbe una copertura a chi è rimasto senza alcuna fonte di reddito. Considerato che per il 2017 sono stimate oltre 35 mila domande di accesso all’Ape social e che lo stanziamento a bilancio è di 300 milioni, l’ordine di precedenza nell’accoglimento delle domande potrebbe essere molto importante, dato che c’è la possibilità che chi non ha diritto alla priorità potrebbe incorrere in differimento all’anno successivo per l’accesso a questa forma di pensionamento. In ogni caso il Governo sarà costretto a garantire prioritariamente i lavoratori rimasti senza reddito.

Dunque sarebbe questo il vero motivo del ritardo dei decreti attuativi anche perché nelle intenzioni del precedente Esecutivo l’Ape dovrebbe andare in funzione a partire dal 1 maggio ed ossia tra meno di un mese e mezzo.

Per quanto riguarda le pensioni lavoratori precoci e quota 41, ci da segnalare la novità di un post su Facebook di Occhiodoro.

“Buongiorno a tutte/i; come sapete è slittato al 20 marzo l’incontro tra governo e sindacati per la definizione dei decreti attuativi della legge di bilancio 2017.

Non ci è dato sapere per quale motivo si continua a rimandare ed allora cominciano ad affiorare retropensieri piuttosto sgradevoli. E allora che sia chiaro al governo che noi NON SIAMO DISPOSTI a vedere rimandate o peggio ancora annullate quelle poche migliorie riguardanti la situazione previdenziale di migliaia di lavoratori.

Ed è per questo che, nonostante il pochissimo tempo a disposizione, invitiamo chiunque di noi possa, a partecipare alla manifestazione indetta da OPZIONE DONNA proroga al 2018; manifestazione che si terrà il 23 Marzo sotto Montecitorio la mattina.

Ricordo inoltre che sia il 20 che lo stesso 23 saremo presenti come presidio per far sentire la nostra voce sotto il Ministero del Lavoro in occasione degli incontri tra governo e sindacati e di cui ancora oggi non si conosce l’orario. Ricordo inoltre la manifestazione nazionale dell’ 8 Aprile per i SI ai referendum, per il lavoro e le pensioni.

Esigiamo una pronta definizione dei decreti attuativi e che questa riforma parta dal 1 maggio. Non tolleriamo ritardi ulteriori: la nostra pazienza è finita”.

Fonte: ilsussidiariourbanpostnewspedia

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

Riforma Pensioni Novità: allarme tagli a raffica, da Ape Social a Quota 41
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