Si avvicina il 1° luglio e l’Inps, con un comunicato stampa, ricorda che in quella data si potrà vedere un effetto della riforma delle pensioni contenuta nella Legge di bilancio: l’aumento della quattordicesima e l’estensione della platea di beneficiari.

“Si rammenta che la quattordicesima è corrisposta ai pensionati con almeno 64 anni e con un reddito complessivo individuale fino a un massimo di 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti”,

evidenzia l’istituto guidato da Tito Boeri, che fa anche sapere che il numero dei beneficiari della quattordicesima, rispetto allo scorso anno, è aumentato di 1,43 milioni di unità.

E sono circa 3,4 milioni i pensionati privati e 125mila quelli pubblici, oltre ai 6mila del settore sport e spettacolo, a percepire l’aumento previsto dalla legge di stabilità. Di questi, come spiega ancora la tabella Inps, circa 2 milioni di ex lavoratori privati e pubblici denunciano una pensione poco sopra i 9 mila euro annui (1,5 il trattamento minimo) e in 1,45 milioni, invece, a percepire un assegno di circa 13mila euro (tra 1,5-2 volte il trattamento minimo). La spesa maggiore è per i pensionati privati con una pensione non superiore ai 9mila euro annui che complessivamente assorbono circa 1,6 miliardi di euro.

A proposito di Inps, Boeri e quattordicesima, va ricordato che il professore della Bocconi aveva nei mesi scorsi evidenziato come la misura approvata avrebbe aiutato anche pensionati benestanti e non solo delle fasce più basse.

Il confronto con gli assegni familiari

Nella Relazione annuale della Banca d’Italia, pubblicata il 31 maggio, gli effetti distributivi della nuova quattordicesima sono stati analizzati con un modello di microsimulazione, il BIMic, che partendo dai dati dell’Indagine sui bilanci delle famiglie misura la differenza tra redditi disponibili equivalenti prima e dopo il varo del nuovo bonus. I risultati sono interessanti. Il 30% circa delle risorse stanziate (240 milioni) andranno a pensionati con redditi relativamente elevati, mentre il 60% (480 milioni) andrà nelle tasche di soggetti che vivono in famiglie con un reddito basso. La ragione di questa non perfetta allocazione di risorse dipende dal fatto che il trasferimento è legato alla pensione contributiva del beneficiario, al suo reddito insomma, senza tenere conto del reddito della famiglia, come si fa per esempio con altri strumenti assistenziale come l’assegno al nucleo familiare. Con la nuova quattordicesima il reddito disponibile annuo delle famiglie beneficiarie aumenterà in media dell’1,65% (circa 250 euro, poco meno di 21 euro al mese), con un incremento un po’ maggiore (tra l’1,8% e il 2,6%) per i pensionati che vivono nelle famiglie con redditi più bassi, distribuite nei primi quattro decili della distribuzione dei redditi.

Ma cosa significa in concreto per le tasche degli italiani? Un ex lavoratore dipendente fino a 15 anni di contribuzione (o un autonomo fino a 18 anni di versamenti) e un assegno da una volta e mezzo il minimo incasserà 437 euro come somma aggiuntiva per il 2017, mentre toccherà il picco di 655 euro chi supera i 25 anni di contributi (che diventano 28 per i lavoratori autonomi).

L’aggiunta scende per coloro che hanno pensioni più “pesanti”, ovvero tra 1,5 e 2 volte il minimo: in questo caso si va da 336 euro (per i dipendenti fino a a 15 anni di contributi o gli autonomi fino a 18 anni) fino a 504 euro per quelli oltre 25 anni (28 se autonomi) di contributi.

Come si ottiene la quattordicesima sulla pensione

Non serve fare nessuna domanda, poiché la quattordicesima è erogata direttamente con l’assegno del mese di luglio. Spetta all’Inps fare le opportune verifiche per determinare se il pensionato ha diritto o meno all’assegno aggiuntivo.

Fonte: ilsussidiariometeowebfanpagerepubblicailsole24ore

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

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