Prezzi: Il Petrolio crolla ma la benzina non cala

Il petrolio è a quota 71 dollari, ma sui carburanti pesano le tasse, ma non solo. In Italia il peso del Fisco su benzina e gasolio si aggira intorno al 60%. E se da una parte Federpetroli plaude il mancato taglio della produzione da parte dell’Ocse, dall’altra si è verificato un crollo delle quotazioni: con i valori scesi da 115 dollari al barile nel mese di giugno, ai 71 odierni. A trarne vantaggio dovrebbe essere l’economia con un maggiore impulso alla ripresa, ma non è sempre così.

Si stanno sottraendo indebitamente ai consumatori 40 centesimi al litro di benzina – commenta Carlo Pileri portavoce di iConsumatori, federazione di associazioni di consumatori promossa da Konsumer Italia, Acu, Mec e DirittiDeiConsumatori − che equivalgono a circa 20 euro per un pieno di 50 litri. E si dividono l’immotivato utile in parti uguali lo Stato, con l’aumento dell’Iva (dal 20 al 22%) e delle accise e i petrolieri per la parte restante”.

Se consideriamo anche la differenza pagata in più sul metano da riscaldamento – continua Pileri − significa per un consumatore un aggravio di 500 euro l’anno, che equivalgono alla metà degli 80 euro dati dal Governo. Questi sono soldi dei cittadini, che, tornando a loro, potrebbero favorire i consumi e i risparmi. Inoltre un riequilibrio dei prezzi dei carburanti, rivedendo le accise che hanno raggiunto un ammontare insostenibile e con una moral suasion nei confronti dei petrolieri, favorirebbe un calo soprattutto dei prodotti alimentari che risentono fortemente dei rincari alla pompa”.

Minor enfasi, dunque, sul significato del crollo del barile per i Paesi occidentali. Fino ad oggi, grazie all’abbondanza di gas e petrolio non convenzionali e a prezzi in calo, sono stati proprio gli Usa e le sue imprese a trarne il maggior beneficio. Non così è stato, sempre fino ad oggi, per l’Europa. Non si tratta per i Paesi Ue di trasporre la “rivoluzione” energetica Usa da questa parte dell’Oceano, questione complessa e fonte di conflitto. Quanto di prendere atto che si è aperta una finestra di opportunità notevole: approfittare della riduzione dei costi dell’energia per dare consistenza a una ripresa debole.

In tutti gli automobilisti italiani resta però sempre un dubbio di fondo: non ci si spiega perché quando il fenomeno viaggia al contrario, ossia quando il petrolio si rivaluta sui mercati internazionali, non solo gli adeguamenti di prezzo alla pompa avvengono con una sospetta tempestività, ma gli aumenti sono spesso anche molto più marcati. Insomma, il carico fiscale, che pure c’è ed è sicuramente un problema, non basta a spiegare fino in fondo fenomeni di contenimento della caduta dei prezzi alla pompa che spesso appaiono palesemente artificiosi.

Prezzi: Il Petrolio crolla ma la benzina non cala
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  • GABRIELE TRAPASSO CLASSE 1951

    QUESTA SI CHIAMA MAFIA ORGANIZZAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA AD ARRICCHIRSI ALLE SPALLE DEI FESSI.