La Legge di Stabilità non dovrebbe più riservare sorprese per quanto riguarda le pensioni. Le piccole concessione che governo e parlamento hanno introdotto, in merito all’opzione donna o alla settima salvaguardia per i lavoratori precoci, sembrano date per acquisite ma soprattutto destinate a non essere seguite da oltre.

Non è quindi un caso che la Uil abbia chiesto di allargare la platea delle beneficiarie all’Opzione e soprattutto di estendere questo paracadute anche al 2018, allungando quindi il periodo di validità del provvedimento.

Il Segretario confederale Domenico Proietti ha infatti spiegato che nonostante si tratti di una misura fortemente penalizzante, Opzione donna andrebbe “attivata fino al 2018”. Per il sindacalista bisognerebbe poi prevedere “una vera e propria contribuzione per i periodi di congedo per maternità e per la cura della famiglia” delle donne, oltre che una flessibilità pensionistica che permetta di scegliere quando lasciare il lavoro, “senza penalizzazioni oltre quelle implicite nel sistema contributivo”, in un range di età tra i 63 e i 70 anni.

Studio Ue: pensionate più a rischio degli uomini

Tra gli anziani (over 65), le donne sono più a rischio povertà degli uomini. Lo afferma un’analisi della Commissione europea, che spiega il fenomeno con le differenze di salario che esistono tra uomini e donne fin dal primo giorno di lavoro. La ricerca sottolinea che il rischio di povertà è più alto tra chi ha meno di 65 anni che tra gli anziani. Ma nonostante essi siano meglio protetti dall’indigenza, in Ue ci sono profonde differenza tra uomini e donne. Per le donne, il rischio di povertà ed esclusione sociale è “profondamente più elevato” secondo la Commissione: il 4% in più per la fascia tra 65 e 74 anni, e il 6% in più per quella sopra i 75. Secondo la ricerca della Direzione generale Occupazione, la pensione media percepita da una donna è più bassa di quella di un uomo, spesso in modo sostanziale: nel 2012, in media era il 60% di quella degli uomini. Un calcolo che comprende già anche le pensioni di reversibilità. La differenza nelle pensioni riflette quella in remunerazioni, ore di lavoro e durata della vita lavorativa. Differenze che, spiega la Commissione, possono avere radici nei livelli di istruzione e nelle diverse forme di discriminazione di genere.

Fonte: AciclicoIl SussidiarioAvanti

Pensioni: Opzione Donna, necessaria la proroga al 2018
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