Pensioni: Matrimoni di comodo e penalizzazioni

La pensione ai superstiti consiste in una prestazione di natura economica e previdenziale erogata in favore dei superstiti del pensionato o dell’iscritto deceduti. La concessione avviene in base a requisiti diversi a seconda del beneficiario e quando questi requisiti vengono a mancare decade anche il diritto alla pensione.

Le pensioni ai superstiti possono essere ricondotte alle seguenti tipologie:

  • reversibilità ordinaria se il pensionato, al momento del decesso, è già titolare di un trattamento di pensione diretta d’anzianità, di vecchiaia, di inabilità o di privilegio fino alla seconda categoria. Per i superstiti del pensionato che godeva di una pensione di privilegio di prima categoria si applica il trattamento speciale triennale, pari all’intero trattamento pagato al deceduto;
  • indiretta ordinaria se l’iscritto alla data del decesso (avvenuta in attività di servizio) era in possesso di un’anzianità di servizio pari ad almeno 15 anni, oppure di 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio;
  • indiretta di privilegio se l’iscritto, in possesso di almeno un giorno di servizio, è deceduto in servizio e per causa di servizio;
  • indiretta di inabilità a seguito del riconoscimento dello stato d’inabilità dell’iscritto, avvenuto in un momento successivo al suo decesso. Il riconoscimento presuppone sempre la presentazione della domanda da parte dell’iscritto, in quanto ai suoi superstiti non è concessa la facoltà di farne richiesta.

La legge individua puntualmente i soggetti beneficiari della pensione riconoscendo una particolare tutela al coniuge. Il vedovo o la vedova hanno, infatti, diritto a una prestazione pari al 60% dell’importo della pensione del dante causa. L’assegno così calcolato è, poi, soggetto a un’ulteriore riduzione che può variare dal 25 al 50% a seconda che i redditi personali del coniuge in vita superino i limiti previsti anno per anno dalla legge.

Per contenere però il diffondersi di matrimoni di comodo, nel 2011 il legislatore ha introdotto una particolare penalizzazione sull’importo della pensione: se il matrimonio è stato, infatti, contratto dopo il compimento del 70° anno del dante causa, e la differenza di età fra i coniugi è superiore a 20 anni, l’aliquota percentuale deve essere ridotta del 10% per ogni anno di matrimonio mancante ai 10. Il diritto alla pensione ai superstiti cessa per il coniuge che contragga nuovo matrimonio. In questo caso, a chiusura della prestazione, l’Inps riconosce un una tantum pari a una doppia annualità di pensione, comprensiva della 13esima mensilità.