Con 153 voti favorevoli e 99 contrari, il Senato ha approvato il decreto milleproroghe su cui era stata posta la fiducia. Tra le misure approvate ve n’è una che era “sfuggita” alla riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità. È stato infatti stabilito che i pensionati non dovranno restituire la maggior perequazione ricevuta in più nel 2015, che già si sarebbe dovuta pagare lo scorso anno. Allora, tuttavia, il Governo era intervenuto in tempo fermando la possibile decurtazione degli assegni e rinviandola al 2017.

Infatti per il 2014 è stato adottato un indice di rivalutazione provvisorio dello 0,3%, mentre quello definitivo è risultato dello 0,2 per cento. Come si ricorderà l’articolo 1, co. 288 della legge 208/2015 aveva stabilito il rinvio di un anno, al 2017, del conguaglio negativo che sarebbe scattato sulla pensione lo scorso 1° gennaio 2016. Al riguardo l’Inps aveva già comunicato che il recupero del differenziale negativo, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015, sarebbe avvenuto in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata.

Ora, con il provvedimento approvato dal Senato, è stato deciso il rinvio di un altro anno. Dunque nel 2018 bisognerà restituire lo 0,1% della pensione, a meno che nel frattempo il costo della vita non salga determinando così una rivalutazione positiva delle pensioni che verrebbe a quel punto diminuita per procedere al necessario recupero delle somme del 2015.

Si tratta di importi contenuti: tra 16 e 20 euro per chi incassa pensioni lorde mensili che oscillano tra 1.400 e 3.000 euro. Soddisfazione anche dalla Cgil che aveva sollecitato la misura.

Fonte: PensioniOggiIl Sussidiario

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

Pensioni, decreto Milleproroghe: confermato lo stop al taglio degli assegni, la restituzione dello 0,1% slitta al 2018
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