Con praticamente un mese e mezzo di ritardo sono stati finalmente pubblicati e resi attuabili i decreti attuativi su Ape social e Quota 41. L’Inps è già pronta ad accogliere le domande per due delle misure introdotte con la riforma delle pensioni contenuta nella Legge di bilancio. Chi ha già presentato domanda, come chiarito dallo stesso Istituto nazionale di previdenza sociale, dovrà ripetere l’operazione per far sì che non venga falsata la graduatoria di accesso, visto che uno dei parametri di cui si terrà conto è proprio la data di presentazione della domanda. Di fatto ci sarà una doppia istanza.

Ape Sociale e Precoci: due domande e due scadenze

Come chiarisce pensionioggi.it, infatti, ci sarà una domanda per l’accertamento dei requisiti, da presentare entro il 15 luglio (per chi raggiunge tali requisiti entro il 31 dicembre), e un’altra per accedere al vero e proprio Anticipo pensionistico. Tuttavia chi ha già perfezionato tutti i requisiti richiesti, compresa la cessazione dell’attività lavorativa, potrà presentare la seconda domanda contestualmente alla prima.

Platea potenziale di 60 mila persone

179 domande di Ape sociale e 137 domande di accesso al pensionamento anticipato per precoci. E’ il bilancio alle 13 di ieri fatto dall’Inps. Nel 2017 potranno andare a riposo, secondo le stime del Governo, circa 60.000 persone (35.000 per l’Ape sociale e 25.000 per i precoci), mentre altri 45.000 potrebbero avere i requisiti nel 2018 (20.000 Ape sociale e 25.000 precoci).

Ape Sociale: bonus di 80 euro per i redditi da lavoro bassi

Chi riceverà l’Ape sociale potrà avere anche il bonus di 80 euro previsto per i redditi da lavoro bassi. Con la conseguenza che l’indennità annua netta percepita nei tre anni precedenti la pensione (erogata per 12 mesi l’anno invece dei 13 previsti per la pensione e per un ammontare che non può superare i 1.500 euro mensili) potrà essere uguale o anche maggiore del reddito da pensione.

Lo spiega Stefano Patriarca, uno dei tecnici che ha lavorato al dossier Ape ricordando che per i pensionati non è previsto il bonus di 80 euro.

«L’Ape sociale – spiega – è una rilevante innovazione nel nostro welfare: si colma l’assenza di un ammortizzatore sociale per le persone in età avanzata che per condizioni personali, familiari, di salute, o perché sono disoccupati o perché fanno lavori gravosi hanno difficoltà a rimanere nel mercato del lavoro fino all’età per la pensione di vecchiaia. Per costoro non è previsto il prepensionamento ma un sostegno economico equivalente alla pensione, o, se sono lavoratori precoci di ottenere la pensione con 41 anni di contributi senza limite di età. La pensione futura non sarà sottoposta a nessuna riduzione».

Ciò è stato possibile perché non si è scelta la strada iniqua e insostenibile della riduzione generalizzata dell’età di pensionamento con le pensioni anticipate o delle salvaguardie, ma si è data priorità alle situazioni di reali difficoltà, viene sottolineato. Patriarca mette quindi in evidenza come in alcuni particolari casi si realizzerà un sostegno di reddito ad un’età più bassa rispetto a quanto vigente prima della Riforma Fornero (un disoccupato senza ammortizzatori con 30 anni di contributi non avrebbe preso la pensione prima dei 65 anni mentre oggi da 63 anni può avere il nuovo ammortizzatore). Con il bonus di 80 euro, ha spiegato ancora, una persona con una pensione attesa a 66 anni e sette mesi di 1.500 euro mensili lordi (1.210 euro netti per 13 mensilità) avrebbe nell’anno 15.730 euro netti. Con l’Ape sociale percepita a 63 anni avrebbe 1.325 euro netti al mese per 12 mensilità, pari a 15.900 euro in un anno.

A chi è rivolto l’Ape Sociale e come funziona l’indennità

L’Ape sociale spetta anche a chi, con almeno 63 anni di età, assiste il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%; dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso. I sei anni si possono calcolare nell’ambito degli ultimi sette. L’indennità è corrisposta per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata. Nel caso in cui le risorse finanziarie stanziate siano insufficienti rispetto al numero degli aventi diritto, la decorrenza dell’indennità è differita dando priorità ai richiedenti più anziani.

Lavoratori precoci in pensione con 41 anni di contributi

I lavoratori precoci, ovvero coloro che hanno lavorato almeno un anno prima dei 19 anni, potranno andare in pensione con 41 anni di contributi, anche prima dei 63 anni di età. Il requisito in futuro (nel 2019) sarà adeguato alla speranza di vita. Potranno fare richiesta i lavoratori precoci disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi, invalidi con un grado di almeno il 74% o coloro che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un’attività gravosa. La domanda va presentata all’Inps entro il 15 luglio in caso di requisiti raggiunti entro il 2017 e entro il 1 marzo degli anni successivi per i requisiti che si raggiungono entro l’anno. Il limite di spesa per il 2017 per i precoci è di 360milioni.

Ape Sociale e Precoci: pagamento retroattivo

Come specificato nel corso degli ultimi mesi il trattamento sarà retroattivo. Scendendo nei dettagli, l’INPS spiega che la retroattività scatta dal 1°giorno del mese successivo a quello del perfezionamento dei requisiti. In ogni caso, la data di partenza non potrà essere antecedente al 1°maggio.

Ape Sociale e Precoci: come inviare le domande

In base a quanto comunicato dall’Inps, le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite via telematica. “Le domande presentate in modalità diversa da quella telematica – si specifica nelle circolari –  non potranno essere prese in considerazione”.

I soggetti interessati avranno la possibilità di rivolgersi ad un patronato per ricevere assistenza gratuita o compilare direttamente la domanda “selezionandola fra quelle messe a disposizione fra i servizi online sul sito www.inps.it.

Per poter portare a compimento la richiesta occorre possedere una delle credenziali valide per l’accesso:

  • Pin Inps,
  • Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale),
  • Cns (Carta Nazionale dei Servizi).

Al termine della procedura d’invio sarà rilasciata all’utente una ricevuta di presentazione della domanda recante un numero di protocollo, la data e l’orario esatto di ricevimento.

Fonte: ilsussidiarioilmessaggeroavvenireecodibergamolettera43firstonline

Articolo di Pensioninovita che ripubblichiamo per gentile concessione

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