© REUTERS/ Marina Militare/Handout via REUTERS

Negli ultimi giorni è cresciuto notevolmente il flusso di rifugiati e migranti dalla Turchia verso le isole greche a nord-est del mar Egeo

Lo segnala il centro di coordinamento greco per la soluzione della crisi della migrazione. Da venerdì a lunedì in Grecia sono arrivati più di 500 migranti, mentre prima sull’isola arrivavano solo un paio di persone al giorno e in alcuni giorni addirittura nessuno. Secondo i dati del centro di coordinamento, giovedì 16 marzo non ci sono stati arrivi, il giorno dopo sono sbarcate 74 persone, il giorno dopo 193, poi 169 e lunedì 81 migranti. In quattro giorni in Grecia sono arrivati 517  migranti, soprattutto sull’isola di Chio e Lesbo.

Il flusso migratorio dalla Turchia si era drasticamente ridotto dopo la firma dell’accordo tra Ankara e Bruxelles per combattere la crisi migratoria. L’accordo è entrato in vigore esattamente un anno fa, il 20 marzo del 2016.

Non è ancora chiaro se la crescita del flusso di rifugiati sia dovuta al conflitto tra la Turchia e l’Unione Europea, per le minacce di Ankara di riprendere l’invio di migranti. I capi di stato e di governo dei paesi membri dell’Unione Europea a metà marzo 2016 hanno concordato con la Turchia un piano congiunto per combattere la crisi. Nell’ambito di questi accordi a maggio la Commissione Europea ha proposto al Parlamento Europeo e al Consiglio UE di rimuovere le restrizioni sui visti per i cittadini turchi, nel caso in cui Ankara a fine giugno avesse soddisfatto le condizioni per l’abolizione dei visti. A sua volta il presidente Tayyip Erdogan ha minacciato l’Unione Europea di far saltare l’accordo sulla migrazione, nel caso di mancata concessione per i suoi cittadini di un regime senza visti.

La scorsa settimana il ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu ha ripetutamente sostenuto che Ankara potrebbe rompere l’accordo con l’Unione Europea per i migranti.

Fonte: Sputnik

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