Agevolazioni: Tutte le detrazioni fiscali, ecco a chi spettano

Sono svariate le agevolazioni fiscali concesse dalle nostre leggi; tuttavia non sempre funzionano in modo coerente tra di loro. Così la stessa persona, a parità di reddito, rientra nelle condizioni per ottenerne un bonus, ma non un altro sostanzialmente simile. La ragione di tale contraddizione sta nel fatto che le norme introduttive dei vari bonus fiscali sono state approvate in epoche diverse, tenendo solo conto della copertura economica esistente all’epoca e non, piuttosto, di una coerenza e coordinazione tra di loro. Con la conseguenza paradossale che, per il fisco, si è considerati poveri per un incentivo e ricchi per un altro.

Bonus Bebè

Il bonus bebè dovrebbe spettare ai genitori che, nell’anno solare precedente alla nascita del figlio hanno avuto un reddito del nucleo familiare assoggettabile a Irpef (articolo 2, comma 9, decreto legge 13 marzo 1988, n. 69) complessivamente non superiore a 90 mila euro. Questo limite di reddito, però, non opererà se il figlio, nato o adottato, è il quinto o ulteriore per ordine di nascita o ingresso nel nucleo familiare. L’agevolazione spetterà per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e consisterà in un assegno di importo pari a 960 euro annui, erogato mensilmente (80 euro al mese) a decorrere dal mese di nascita o adozione e fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione.

Baby sitter e badanti

C’è un’altra agevolazione fiscale riguardante l’infanzia: la deduzione dal reddito complessivo, nel limite annuale di 1.549,37 euro, dei contributi previdenziali pagati per le baby sitter (articolo 10, comma 2, Tuir). Non c’è alcun limite di reddito per questa deduzione, che spetta anche agli addetti ai servizi domestici, ovvero le colf, e a quelli per l’assistenza personale o familiare, quindi le badanti. Per queste ultime, d’altronde, è possibile detrarre anche il 19% delle relative spese sostenute, ma solo se il reddito complessivo (di chi sostiene la spesa) non supera i 40 mila euro (articolo 15, comma 1, lettera i-septies, Tuir). Così, per detrarre i contributi delle badanti non c’è limite di reddito, mentre per detrarne i costi al 19% non si possono superare i 40 mila euro di reddito annuo.

Bonus Irpef (80 euro)

È prevista nella Legge Stabilità 2015 la stabilizzazione del bonus 80 euro nelle buste paghe dei lavoratori dipendenti con reddito non oltre i 24 mila euro. Si tratta di un credito d’imposta annuale pari a 960 euro (80 euro al mese) ed è rapportato al periodo di lavoro nell’anno. Per redditi tra i 24 mila e i 26 mila euro, il bonus scende, in quanto spetta in base al rapporto tra i 26 mila euro, calati del reddito complessivo effettivo, e i 2 mila euro. Sopra i 26 mila non si ha diritto al bonus 80 euro (articolo 13, comma 1-bis, Tuir, in vigore dal 2015, che rispecchia le regole in vigore per il periodo da maggio a dicembre 2014).

Detrazione Irpef familiari a carico

Il limite di reddito per il beneficio sono gli 80.000 euro. Il beneficio diminuisce via via che ci si avvicina a tale tetto massimo. Lo sconto invece dipende dal tipo di familiare (coniuge, figli, altri).

 Detrazione Irpef per badanti

Il limite di reddito per il beneficio sono i 40.000 euro e riguarda ai soggetti cui sia certificata, con ricetta medica, la non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana; si ottiene così la detrazione Irpef del 19% della spesa, con un tetto massimo di spesa detraibile di 2.100 euro.

Detrazione Irpef per le spese di affitto dell’abitazione principale

Il limite di reddito per il beneficio sono i 30.987,41 euro e riguarda chi ha firmato un contratto a canone assistito/concordato; si ottiene così una detrazione Irpef di 495,80 euro, per i primi 3 anni.

Detrazione minima Irpef per le spese per l’affitto dell’abitazione principale

Il limite di reddito per ottenere il beneficio sono i 30.987,41 euro. Riguarda chi ha firmato contratti stipulati o rinnovati in base alla Legge 431/98: canone libero, assistito o concordato, per studenti universitari e transitori; la detrazione dall’Irpef ammonta a 150 euro.

Detrazione minima Irpef per le spese per l’affitto dell’abitazione principale

Il limite di reddito per ottenere il beneficio sono i 30.987,41 euro. Riguarda i lavorati dipendenti che hanno trasferito o trasferiscono la propria residenza nel comune di lavoro o in uno di quelli limitrofi nei tre anni antecedenti quello di richiesta della detrazione. Il nuovo comune di residenza deve essere a non meno di 100 Km di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione. La detrazione dall’Irpef è di 247,90 euro per i primi tre anni, purché il nuovo comune di residenza sia a non meno di 100 Km di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione.